da Daniela Di Leo Naturopata | Dic 4, 2015 | Ayurveda

Tattva
I ventiquattro principi cosmici
Prakriti – Natura Primordiale
Prakriti è la forma originale della materia, è l’essenza o il potenziale non indifferenziato di tutto ciò che si manifesta.
Prakriti o Materia Primordiale è insenziente, non ha coscienza propria, è priva di suggestività ed è solo oggettività latente che per animarsi ha bisogno della facoltà di coscienza propria del Purusha. Prakriti governa ogni movimento che avviene nel cosmo, mette a disposizione la materia prima con cui vengono formati i mondi sottili e grossolani ed il corpo umano. Porta con sé i karma e i samskara (tendenze, disposizioni), in altre parole la memoria delle esperienze di vita, per mezzo delle quali le creature viventi giungono all’esistenza. Prakriti contiene in forma dormiente tutto ciò che si manifesta, essa è materiale nel senso che è uno strumento per poter dare al Purusha la possibilità di fare esperienza in modo che possa acquistare padronanza di sé e possa arrivare a comprendere la sua vera natura.
In Ayurveda Prakriti è alla base dell’espressione corporea individuale e del carattere di una persona. Ognuno di noi ha una Prakriti fisica determinata dalle caratteristiche strutturali del proprio corpo e una Prakriti mentale data dalle qualità della mente e del cuore.
Prakriti è composta da tre qualità fondamentali:
Sattva: luce e intelligenza
Rajas: energia e movimento
Tamas: oscurità e inerzia
L’Unione delle tre qualità è importante per arrivare alla perfezione.
Per creare un qualsiasi oggetto sono necessarie tre cose fondamentali: ci vuole un’idea, Sattva; bisogna disporre di una qualche forma di energia, Rajas; e bisogna avere a disposizione della materia inerte da plasmare, Tamas.
Grazie all’interazione di queste tre qualità Prakriti ha intelligenza, vita e capacità di produrre forme materiali. Queste tre qualità della Prakriti sono l’origine di tutti gli altri Tattva.
Mahat – Intelligenza Cosmica
All’inizio della creazione si manifesta la mente cosmica che contiene insè tutte le leggi e i principi che la manifestazione deve seguire. L’universo nasce da un’idea o dalla meditazione dell’Intelligenza cosmica e poi prende una forma esterna.
Mahat significa letteralmente “Il Grande” e si riferisce ai grandi principi di verità che stanno alla base della vita. Mahat e la Mente Divina per mezzo della quale nascono lo spazio, il tempo, la luce, il suono e i semi della differenzazione.eppure anche Mahat, l’Intelligenza Cosmica, nella sua grandezza non ha coscienza propria ma opera grazie alla luce riflessa del Purusha, la Pura Coscienza.
A livello individuale Mahat diventa Buddhi, la facoltà di discernimento con cui possiamo distinguere il vero dal falso, il giusto da ciò che è ingiusto, l’eterno dal transitorio. Buddhi è la facoltà che ci permette di scoprire che la vera natura delle cose è diversa dalle loro apparenze mutevoli.
L’armonizzazione dell’intelligenza individuale, Buddhi, con l’intelligenza cosmica, Mahat, è la via maestra e la base della conoscenza vedica.
Ahamkara – Ego
Il processo della manifestazione avviene per successive divisioni con cui creature diverse e oggetti diversi giungono all’esistenza.
Ahamkara significa letteralmente “fabbricazione dell’io”. Più che una realtà o entità a sé stante, l’ego è un processo, una serie di pensieri che dividono. E’ una forza di divisione indispensabile alla manifestazione della molteplicità degli esseri e delle cose, è uno stadio dell’evoluzione, ma non rappresenta la verità fondamentale o la vera natura delle creature che invece è rappresentata dalla Pura Consapevolezza al di là di ogni personificazione. Per mezzo dell’ego le potenzialità basilari della materia (Prakriti) e le leggi fondamentali contenute nell’Intelligenza Cosmica (Mahat) prendono una forma specifica.
Le qualità basilari della natura si diversificano in tre gruppi di cinque: cinque sensi sottili, cinque organi di azione, cinque elementi. Questi nascono da Ahamkara per mezzo dell’interazione dei tre Guna:
dall’interazione di Sattva e Rajas nascono i cinque organi dei sensi e dell’azione
dall’interazione di Rajas e Tamas nascono i cinque elementi.
L’ego per sua natura è rivolto verso l’esterno, crea la mente e i sensi, gli strumenti che permettono all’individuo di operare.
Manas – Mente
La mente opera per coordinare l’azione dei sensi e degli organi d’azione, il ruolo di Manas è come quello di una centralina di controllo che raccoglie tutte le informazioni provenienti dai sensi e determina il tipo di attività dei vari organi di azione.
Oltre a coordinare i dati sensoriali che provengono dall’esterno, la mente crea le reazioni soggettive che chiamiamo emozioni, in questo modo mette i relazione i dati sensoriali con noi stessi. Manas si forma dalle qualità di Sattva e Rajas; la facoltà della chiarezza, Sattva opera per mezzo degli organi dei sensi, Rajas, la facoltà di agire, opera per mezzo degli organi di azione.
Tanmatra – 5 potenzialità sensoriali, (elementi sottili)
Dall’interazione di Sattva, Rajas e Tamas, le energie o qualità che stanno alla base dell’origine della mente, prendono forma le 5 potenzialità sensoriali che stanno alla base dei cinque sensi:
Shabda: suono, udito e spazio
Sparsha: tatto e aria
Rupa: vista e fuoco
Rasa: gusto e acqua
Gandha: odorato e terra
I Tanmatra sono le energie basilari dei cinque sensi e sono più sottili delle normali sensazioni che da essi derivano. Sono anche le forme sottili dei cinque elementi prima della loro differenzazione in oggetti grossolani.
I Tanmatra creano in forma di seme i mondi manifesti, essi creano anche il mondo casuale o ideale, il mondo delle idee che prende qualsiasi espressione nel mondo materiale.
Pancha Jnanendriya – 5 Organi di senso
Gli organi di senso permettono l’esperienza del mondo esterno, ognuno di essi corrisponde a una qualità di senso (Tanmatra) e ad un elemento.
- Orecchio organo dell’udito etere
- Pelle organo del tatto aria
- Occhio organo della vista fuoco
- Lingua organo del gusto acqua
- Naso organo dell’olfatto terra
Gli organi di senso chiamanti anche organi di conoscenza, possono solamente ricevere informazioni, la loro attività espressiva avviene per mezzo dei corrispondenti organi di azione. Eè in teressante notare che attraverso gli organi di senso possiamo assimilare i Tanmatra in quanto elementi sottili, così essi ci nutrono a livello sottile.
Pancha Karmendriva – 5 organi di azione
I cinque organi di azione corrispondono ai cinque sensi e ai cinque elementi
- Bocca (espressione) suono etere
- Mani (afferrare) tatto aria
- Piedi (movimento) vista fuoco
- Organi Urino-genitali (emissione) gusto acqua
- Ano (eliminazione) olfatto terra
Gli organi di azione ci permettono di agire nel mondo fisico poiché la funzione del corpo è quella di rendere possibili le azioni che consentono alla mente di avere delle esperienze nel mondo materiale.
Se a livello corporeo si manifestano con certe strutture e organi, tali potenzialità di azione esistono ovunque nella natura e si manifestano in molti diversi modi, la loro espressione fisica nel corpo umano è solamente una di questi modi.
Gli organi di azione sono espressivi, la loro capacità ricettiva è data dagli organi di senso. Gli organi di azione sono collegati in misura maggiore con i cinque elementi grossolani, mentre gli organi di senso corrispondono di più ai Tanmatra o elementi sottili.
PanchaMahabhu – 5 elementi
I cinque grandi elementi, in ordine di manifestazione sono:
- Akasha Etere o spazio
- Vayu Aria
- Tejas Fuoco
- Jala Acqua
- Prithivi Terra
Rappresentano la forma eterica, gassosa, radiante, liquida e solida della materi che costituisce il corpo fisico e il corpo esteriore.
Gli elementi sono principi che si applicano a tutto ciò che è materiale, ma hanno una loro influenza anche sulla mente perché permettono il manifestarsi di diversi tipi di idee. Fra i due estremi rappresentanti dalla terra che con la sua densità non permettono alcun movimento e l’etere che permette una completa libertà di movimento, ci sono tutti i possibili gradi di densità della materia che producono la gamma completa delle esperienze possibili e la manifestazione di tutte le idee. I cinque elementi sono i campi di espressione di diverse idee:
L’etere manifesta l’idea dello spazio, della comunicazione e dell’espressione;
L’aria manifesta l’idea del tempo, del cambiamento e fornisce la base per il pensiero;
Il fuoco manifesta l’idea della luce, della percezione e del movimento;
L’acqua manifesta l’idea della vita, della liquidità e del movimento fluente;
La terra manifesta l’idea della forma, della solidità e della stabilità.
da Daniela Di Leo Naturopata | Dic 4, 2015 | Ayurveda
Uno dei concetti più importanti dell’Ayurveda è quello di Tridosha. I Tre Dosha: Vata, Pitta e Kapha, vengono presi in considerazione nel determinare la costituzione individuale, l’origine delle malattie, i trattamenti, i metodi per mantenere la buona salute, la routine giornaliera e stagionale, le terapie di purificazione, le terapie di tonificazione, il massaggio, il tipo di esercizio fisico, la dieta ecc.
Quindi è molto importante capire il concetto di base dei tre Dosha.
I cinque elementi sottili e grossolani (Tanmatra e pancha Mahabhuta) quando si aggregano per costruire gli esseri viventi animati e inanimati, lo fanno secondo certe modalità e si combinano formando tre energie basilari. Queste tre energie di base sono le forze vitali primarie e vengono chiamate umori biologici, costituenti corporei oppure principi metabolici irriducibili, il termine che si usa in Ayurveda è Dosha, poiché sono tre in numero vengono chiamati come Tridosha (Tri in sanscrito significa tre).
Nei testi ayurvedici dosha viene definito come “ciò che contamina”, quindi letteralmente dosha è ciò che contamina la purezza originale del Purusha che per fare esperienza si manifesta nella materia, oppure, a livello fisiologico, ciò che contamina i costituenti naturali del corpo. In altri termini si può dire che i dosha sono i fattori patogeni nel corpo.
Oltre ai tre dosha corporei esistono due dosha mentali che sono Rajas e Tamas, le qualità di energia e inerzia, esse fanno parte dei tre guna (sattva rajas e tamas), le qualità della natura. Essendo sattva la qualità della purezza e della luce non ha effetti patogeni sulla mente, rajas e tamas che producono agitazione ed inerzia sono fattori che causano disturbi della mente e quindi vengono considerati dosha mentali.
Ogni essere umano nasce con una costituzione di base data dalla proporzione con cui i dosha si aggregano, questo conferisce ad ogni persona caratteristiche uniche e diverse da quelle di ogni altra persona. L’equilibrio originale dei dosha se mantenuto, assicura uno stato di buona salute, ma a causa delle molteplici influenze che vengono dal naturale cambiamento delle condizioni ambientali esterne e dello stato interiore della persona, si osserva un continuo mutamento delle condizioni dei dosha e una continua ricerca dell’equilibrio originario. La conoscenza della natura dei dosha, delle loro funzioni, del modo in cui vengono influenzati è di fondamentale importanza per comprendere la propria natura individuale e mantenere la buona salute.
Le funzioni e gli elementi nei dosha
I cinque elementi che formano la formazione fisica si combinano tra di loro per dar luogo a tutti i processi che avvengono nella fisiologia umana. Le tre funzioni basilari sono rappresentate dai tre dosha, in ognuno di essi c’è la prevalenza di certi elementi rispetto agli altri;
- Vata governa il movimento, ha la predominanza degli elementi spazio e aria;
- Pitta governa il metabolismo, ha la predominanza degli elementi fuoco e acqua;
- Kapha governa la coesione, ha la predominanza degli elementi acqua e terra;
Vata significa letteralmente movimento e dà luogo a ogni tipo di movimento nel corpo. Le attività come la respirazione, il movimento del cibo lungo il tratto intestinale, la circolazione dei vari fluidi, l’escrezione dei materiali di rifiuto, lo scorrere degli impulsi nel sistema nervoso, sono tutte funzioni governate da vata.
Pitta il cui significato è ciò che scalda, cuoce o digerisce, governa tutte le funzioni metaboliche che avvengono nel corpo: la digestione del cibo, la sensazione di fame e di sete, la vista, la temperatura corporea, le funzioni intellettuali (inclusa la capacità di digerire le idee), il colore della pelle, ecc.
Kapha il cui significato letterale è coesione o ciò che tiene le cose, è responsabile della creazione della struttura corporea. Tiene insieme i vari tessuti per dare sostegno al corpo. Le parti solide del corpo come i tessuti sono in gran parte dovute al kapha. Kapha è anche responsabile dell’emozioni come l’amore, la pazienza e la clemenza.
Qualità dei dosha
La prevalenza degli elementi in ogni singolo dosha ne fa dedurre le qualità.
Vata che è composto principalmente di spazio e aria, in generale è secco, leggero, ruvido, mobile, freddo, sottile e permanente.
Pitta, composto di fuoco e acqua, è luminoso, caldo, acuto, di odore sgradevole, leggermente untuoso, acido e piccante.
Kapha, composto di acqua e terra, è freddo, denso, lento, stabile, viscoso, pesante, liscio, soffice e appiccicoso.
Fattori che squilibrano i dosha e disturbi correlati
Vata viene aggravato da cibi che hanno le sue stesse qualità come cavoli, cavolfiori, broccoli, cetrioli, meloni, patate, crackers e ogni tipo di pane secco, mele, fast food, ecc.
Le attività che aumentano vata sono: viaggiare, stare svegli fino a tardi la notte, guardare troppa televisione, vivere in un ambiente rumoroso, mangiare mentre si è ansiosi e depressi, sottoporsi ad un continuo stato di stress, avere attività sessuale eccessiva.
I disturbi causati da questi fattori potrebbero essere: dolori articolari, pelle secca, perdita della memoria, palpitazioni, insonnia, ansia, depressione e rigidità muscolare.
Pitta viene aggravato da cibi acidi e piccanti come peperoncini, cibi fritti, melanzane, pomodori, cipolle crude, aglio, limone, spinaci, dal bere troppo tè, caffè, alcool e troppo fumo.
La rabbia, il mangiare mentre si è arrabbiati, attività che comportano una grande passione, esposizione al sole e al caldo, troppo esercizio fisico o attività competitive, sono i comportamenti che aumentano pitta.
I disturbi possono essere iperacidità, problemi della pelle, sensazioni di bruciore, disturbi del fegato come itterizia ed epatite, perdita dei capelli, infezioni urinarie, calcoli alla cistifellea e vari tipi di febbre.
Kapha viene aumentato da cibi molto freddi, pesanti, untuosi, dolci, grassi, latte e latticini, gelati e carne.
Le attività che squilibrano Kapha sono: dormire durante il giorno, non fare sufficiente attività fisica, vivere in un clima freddo e umido, ecc.
Le malattie che insorgono a causa degli squilibri di Kapha posso essere: asma, tosse, anoressia, obesità, pigrizia e debolezza della digestione.
Fattori naturali che squilibrano i dosha
A parte i fattori di squilibrio elencati fin qui, i dosha si squilibrano naturalmente secondo la stagione, in diverse ore della giornata e nei vari periodi della vita.
- Vata aumenta naturalmente in autunno e nel tardo inverno, nell’ultima parte del giorno e della notte (14/18;02/06) e nella vecchiaia
- Pitta aumenta naturalmente: in estate, intorno a mezzogiorno e mezzanotte (10/14;22/02) e durante la giovinezza e la maturità
- Kapha aumenta naturalmente in primavera, durante la prima parte del giorno e della notte (6/10;18/22) e durante l’infanzia
Questi periodi di aggravamento dei dosha valgono per tutti, anche per le persone che godono di buona salute.
Luogo dei dosha nel corpo
Anche se i dosha si trovano in tutto il corpo, i dosha sono localizzati prevalentemente in certe parti di esso.
Kapha si trova nella parte superiore del corpo: testa, naso, gola, torace, parte superiore dello stomaco, articolazioni, tessuto adiposo.
Pitta si trova nella parte mediana del corpo: fegato, duodeno, reni, linfa, sangue.
Vata è presente in maggior misura nella parte bassa del corpo: vescica urinaria, colon, zona pelvica, cosce, gambe, ossa.
da Daniela Di Leo Naturopata | Ott 28, 2015 | Alimentazione, Ayurveda, Ricette
Piatto Completo Vegano e Vedico
Ingredienti:
Hummus di Ceci
Rape Rosse lessate
Cicoria di Campo
Preparare l’Hummus di Ceci, lavare e mondare le rape rosse che poi verranno lavate di nuovo e lessate, quando cotte scolare, far freddare e tagliare a rondelle. Pulire e lavare la cicoria, lessare in acqua bollente e cuocere, quando cotta togliere l’acqua in eccesso e stufare in una ampia padella con olio EVO, 1 spicchio di aglio, sale e peperoncino di Cayenna. Ora decorare in un ampio piatto, cospargere prima l’hummus di ceci, aggiungere in cerchio le rondelle di rape rosse, infine cicoria stufata e ceci come decorazione.
Piatto completo di Vitamine e Minerali, integro di proteine, tuberi, erbe aromatiche, spezie e verdura cotta. Questo piatto così com’è è ricco dei sei gusti primari: dolce, aspro, salato, pungente, amaro ed astringente, come si riconosce in Ayurveda, essenziale per riportare in equilibrio il proprio corpo.
Per contattarmi puoi telefonarmi al 338 5661604 oppure compilare il modulo sotto.
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da Daniela Di Leo Naturopata | Apr 16, 2015 | Massaggio Terapeutico
Automassaggio
La mattina appena svegli, per iniziare la giornata al meglio, è salutare fare delle pulizie corporali e non solo le semplici e quotidiane che facciamo tutti i giorni.
Nell’Ayurveda si pratica l’automassaggio la mattina, un modo per mettersi in accordo ed in armonia con l’universo e col nostro vivere quotidiano. Praticando l’automassaggio unito ad altre pratiche quotidiane con costanza, si determina già da subito in noi uno stato di salute generale.
L’Automassaggio si pratica con olio tiepido e si passa amorevolmente su tutto il corpo dalla testa ai piedi, consiglio di usare un olio bio.
Dopo aver passato l’olio su tutto il corpo si aspetta un tempo che va dai 20 minuti ai 30 minuti, nel frattempo si potrebbe fare un mantra o un po’ di meditazione per iniziare al meglio la giornata, dopodichè si fa una doccia ed una sana colazione.
Buona giornata a tutti Tashi Delek
Daniela Di Leo
Naturopata
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da Daniela Di Leo Naturopata | Feb 19, 2015 | Ayurveda
INVITO AL SEMINARIO AYURVEDA MAHARISHI
Approccio Ayurvedico per la conoscenza completa del Benessere e della Salute
Con degustazione di Tisane Ayurvediche
Domenica 1 Marzo 2015 Dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Relatore: Dr.ssa Bensi Graziella
Dr.ssa Graziella Bensi laurea a pieni voti in Farmacia presso l’Università di Pavia; comincia il suo percorso nel 1978 apprendendo e praticando la tecnica di Meditazione Trascendentale del Maestro indiano Maharishi Mahesh Yogi, come esigenza di riscoperta di un percorso interiore. Diventa Insegnante di questa tecnica nel 1988 ed inizia a gestire fino al 2001 un Centro di Meditazione Trascendentale ad Arona (NO). Nel 1984, grazie alla Laurea in Farmacia, comincia ad interessarsi alle dinamiche della Medicina Ayurvedica, l’antica sapienza medica contenuta nel Veda, corpo di conoscenza tramandato oralmente per migliaia di anni dai Rishi Vedici (Veggenti, Sapienti) e riproposto nella sua totale integrità ed interezza da Maharishi Mahesh Yogi. Si specializza nelle tematiche della Diagnosi del Polso e dei trattamenti di depurazione legati al Panchakarma e al massaggio ayurvedico presso le Università Vediche di Maharishi in Svizzera, Olanda e India, diventandone insegnante a livello italiano ed internazionale. Dal 1993 dirige una Clinica di Panchakarma Ayurveda Maharishi, prima sul Lago Maggiore, ora sul Lago d’Orta con la dr.ssa Patrizia Raiteri. E’ docente della Scuola di Medicina Ayurveda Maharishi per Medici; tiene seminari anche a Farmacisti, Erboristi e Naturopati.
Informatore Maharishi Ayurveda
Roberto Davelli 346 0207937
Naturopata
Daniela Di Leo 338 5661604
Il Seminario si terrà presso Studio Govinda in Viale delle Industrie
Primo Piano del Supermercato (Ex Vantaggio Più, oggi Sisa)
Telefono 338 5661604 – Email info@studiogovinda.com – Web www.studiogovinda.com
L’evento è gratuito ed è gradita la prenotazione

da Daniela Di Leo Naturopata | Gen 27, 2015 | Alimentazione, Ayurveda
L’alimentazione secondo l’Ayurveda
La medicina Ayurveda considera importante e fondamentale gli alimenti che mangiamo.
Il cibo che scegliamo di mangiare diventa parte di noi e in qualche modo non ci deve solo saziare ma nutrire.
Qualsiasi cibo che noi consumiamo, ha un effetto sottile sulla salute del nostro organismo, quindi il cibo che ingeriamo deve assolutamente dare al nostro corpo forza, vitalità e calma, mantenendo il nostro essere in equilibrio.
Ogni singolo cibo ha proprietà e caratteristiche a sè e nella medicina ayurveda mangiare il cibo con le stesse caratteristiche del proprio dosha è fondamentali, in modo da non portare squilibrio all’organismo.
Il dosha è l’equilibrio della persona, in un consulto ayurvedico si presta molta attenzione al dosha della persona e si cerca con varie forme, di correggere lo squilibrio e di far mantenere il proprio equilibrio.
L’ automassaggio, il massaggio, la depurazione, la dieta, la meditazione e lo yoga sono le tecniche che si usano per aiutare la persona in squilibrio.
E’ importantissimo scegliere i cibi di stagione, freschi e sani per la propria alimentazione, così come l’importanza di cucinarli in un certo modo, la cottura e l’abbinamento dei sapori.
Ogni alimento ha delle qualità che sono: rajas, sattva e tamas. Il cibo sattvico è quello che non disturba l’equilibrio e l’armonia del corpo e della psiche.
Nell’Ayurveda si dice “sei quello che digerisci e non quello che mangi”
Daniela Di Leo
Naturopata
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