Nadi Sodhana

Nadi Sodhana



Pranayama per calmare mente e corpo e purificare il Prana

Il termine sodhana significa “pulire” o “purificare”, quindi nadi sodhana è una pratica tramite la quale vengono purificati e decongestionati i canali pranici. È praticata alternando l’inspirazione e l’espirazione tra la narice sinistra e quella destra, influenzando così le nadi Ida e Pingala e portando equilibrio ed armonia in tutto il sistema. Questa pratica quotidiana può essere usata per rivitalizzare le energie praniche e per mantenere l’equilibrio tra corpo e mente nella vita quotidiana.

Tecnica: assumere una posizione meditativa comoda o Sukhasan (posizione piacevole o gioiosa) chiudere gli occhi, espirando vuotiamo i polmoni e praticando inspiriamo con la narice sinistra otturando con il pollice la narice destra. Alla fine dell’inspirazione chiudiamo entrambe le narici, blocchiamo il respiro per uno o due secondi e poi, tenendo otturata la narice sinistra, espiriamo attraverso la narice destra. Quando i polmoni sono vuoti, inspiriamo immediatamente attraverso la narice destra tenendo chiusa la sinistra. Alla fine dell’inspirazione chiudiamo entrambe le narici, tratteniamo il respiro per uno o due secondi, poi apriamo la narice sinistra ed espiriamo. Quando i polmoni sono vuoti inspiriamo immediatamente attraverso la stessa narice e così di seguito. L’inspirazione e l’espirazione devono essere fatte in modo lento, profondo ed equilibrato. Il viso è rilassato, principalmente attorno agli occhi, sulla fronte, sulle labbra, sul mento; rilassare la mascella, la lingua, la gola ed il collo. Se dopo qualche minuto avvertiamo calore al viso, ciò indica che la respirazione cellulare è stata stimolata e che il pranayama ha raggiunto uno dei suoi scopi: ricaricare le cellulari con il nuovo prana. Se si avvertono capogiri, è un segnale di massima ossigenazione, si può terminare e respirare naturalmente con l’addome, senza forzare la respirazione. Stenderci in Savasana e rilassare tutto il corpo.

La pratica regolare di questo Pranayama, purifica le nadi in poche settimane. Nadi Sodhana migliora la circolazione ossigenando il sangue e regolandone l’equilibrio acido-alcalino; rinforza il corpo e aumenta la resistenza agli opposti (caldo-freddo) e quindi alle malattie da raffreddamento; sintonizza i due emisferi celebrali, tonifica il sistema nervoso. Purifica le nadi ed equilibra Ida e Pingala; dona calma e leggerezza alla mente.



Nadi Sodhana

Meditazione sullo Yantra: del 1 Chakra MULADHARA

Meditare sullo Yantra: del 1 Chakra

Sintonizzarsi sul Chakra Radice – MULADHARA

Meditare sull’immagine del chakra della radice, o yantra, mentre si recita il mantra LAM, stabilizza corpo e mente collegando l’emisfero cerebrale visuale (destro) a quello verbale (sinistro).

Meditare sullo Yantra:

1. Trovate un posto tranquillo per la vostra meditazione. Accendete incenso e candele. Collocate su un tavolo un panno pulito bianco, stabilite il vostro Sankalpa (l’intenzione nella Meditazione) e disegnatevi e colorate lo  Yantra, o se volete lo fotografate e/o stampate. Quindi appoggiateci sopra lo Yantra, in modo tale che si trovi appena al di sotto del livello del vostro sguardo quando sarete seduti.
2. Ora sedetevi in posizione comoda in sukhasana o posizione piacevole, se possibile a gambe incrociate e con la schiena eretta, praticare il respiro profondo per 5/10 Minuti, e lasciate che il respiro si stabilizzi.
3. Con gli occhi semichiusi, fissate i quattro petali dello yantra. Partite da quello in alto a destra e scendete lentamente procedendo in senso orario.
4. Dopo diverse rotazioni, puntate lo sguardo sul quadrato giallo, il simbolo dell’energia terrestre. Muovete gli occhi in senso orario da un angolo all’altro; i quattro angoli del quadrato corrispondono ai quattro angoli della terra e ai quattro punti cardinali.
5. Focalizzate l’elefante nero, simbolo di forza, radicamento e dei vostri bisogni fondamentali di sopravvivenza. L’elefante è associato a Ganesha, la divinità induista in grado di rimuovere gli ostacoli e custode del primo chakra.
6. Portate la concentrazione al carattere sanscrito LAM, mantra dell’elemento terra. Ripetetelo mentalmente finché concentrate lo sguardo sulla sua forma.
7. Fissate il triangolo con il vertice rivolto verso il basso al centro del quadrato. Simboleggia la natura discendente dell’energia muladhara. I suoi angoli raffigurano il punto di partenza dei canali energetici delle tre nadi principali.
8. Alla fine, indirizzate lo sguardo sul serpente attorcigliato che rappresenta l’infinito potenziale energetico che riposa addormentato in questo chakra.

Dopo aver meditato per almeno venti minuti, aprite gli occhi. Ripetere la meditazione ogni giorno.

Quando avete acquisito un’adeguata confidenza con lo yantra da riuscire a visualizzarlo senza guardarlo, sedetevi in posizione di meditazione con la schiena dritta, chiudete gli occhi e portate l’attenzione alla base della spina dorsale. Visualizzate lo yantra come uno schema energetico collocato in questo punto. Percepite i suoi raggi che si spargono verso l’esterno e percepite mentalmente il mantra LAM.

Rimanete seduti in meditazione per almeno mezz’ora.

Garudasana o posa dell’Aquila

Garudasana o posa dell’Aquila

Garudasana è una asana che lavora sui due aspetti energetici del corpo: quello yin, femminile, lunare e quello yang, maschile, solare. È importante quindi, per bilanciare i due aspetti fisico ed energetico, eseguire la posizione per la stessa durata da entrambi i lati. Inizia sempre dal sinistro, il lato lunare, recettivo.

Benefici:

Rinforza i muscoli di gambe e braccia
Riduce i sintomi della sciatica
Allunga e stira le spalle, le braccia e la parte alta della schiena
Migliora l’equilibrio e la coordinazione, l’attenzione e la concentrazione della mente.

Sconsigliata a chi ha lesioni importanti nella zona delle ginocchia o delle caviglie. E’ severamente controindicata anche nel caso di infortuni o protesi recenti alle anche.

Sankalpa: mettere l’intenzione nella Meditazione

Sankalpa: in sanscrito significa proposito, intenzione, è la convinzione di poter realizzare ciò che la mente si propone.

Si pensa ad un’idea, che si forma nella mente e prende dimora e forza nel cuore.

Una delle pratiche a cui viene più accostato il Sankalpa, è la Meditazione, che consente all’intenzione di andare in profondità nella psiche, così che l’intenzione lavori direttamente al di là della mente.

Quando si creano dei propositi, spesso falliscono perché si costruiscono in maniera superflua. Creandoli solo nella mente. Molte volte si pensa a un desiderio legato alle cose materiali, che spesso ci mancano e che vorremmo avere. Consideriamo che raggiungere alla fine quei desideri o quelle cose, renda la nostra vita felice per sempre.

Quando si crea un pensiero, un proposito non solo con la mente ma con l’anima, il seme del nostro proposito sarà più intenso e profondo. Attraverso la meditazione la nostra mente sarà calma e rilassata da produrre un’intenzione sincera e radicata. In questo caso la nostra intenzione produrrà effetti straordinari su di noi. Restituendoci calma inferiore e maggiore consapevolezza nella vita.

Un Sankalpa è una intenzione, che può essere fatta anche prima di qualsiasi sadhana (disciplina spirituale) o all’inizio di qualsiasi pratica yogica, prima della meditazione, o addirittura all’inizio di un nuovo giorno.

La Meditazione giornaliera, costante anche di pochi minuti al giorno, ci mette in connessione con la nostra vera natura.

Ci fa comprendere serenamente, le azioni quotidiane, le riflessioni diventano attente, e la vita viene percepita al meglio e vissuta più consapevolmente e amorevolmente.

 

Testo tratto da Daniela Di Leo – Naturopata ed Insegnante di Yoga

Presso Studio Govinda si Pratica la Meditazione chi è interessato può chiamare al 338 5661604 o scrivere compilando il modulo nella pagina

Mudra i gesti dell’Anima – Matangi Mudra

Matangi Mudra o gesto della Dea Matangi

Questo Mudra simboleggia il rapporto con la Dea Madre.

Mudra (in sanscrito: मुद्रा) significa letteralmente “sigillo”, “marchio” o “gesto”, è un gesto simbolico usato nei rituali tantrici sia di tradizione induista che buddhista. I mudra vengono eseguiti con le mani, assumono un valore simbolico, rituale ed energetico, stimolano diverse parti del corpo e migliorano l’ossigenazione cellulare e l’energia vitale.

Nello Yoga i Mudra si utilizzano per facilitare la canalizzazione ed il flusso dell’energia nelle mani e di tutto il corpo. La pratica dei Mudra permette di aumentare notevolmente la concentrazione e di portare lo sguardo all’interno. Alcune zone della mano sono infatti direttamente collegate a determinate aree del cervello, che inviano messaggi di attivazione e di sblocco del flusso di vitalità nelle aree del corpo. L’energia si libera e scorre, rimuovendo tossine ed armonizzando corpo e mente.

Come si praticano i Mudra

Nello Yoga ci si mette prevalentemente seduti nella posizione del loto o sempre a terra a gambe incrociate, e si utilizzano nella meditazione e nel respiro consapevole, per canalizzare il flusso del prana che scorre in tutto il corpo. Si utilizzano inoltre nella pratica Yoga durante le asana.

Oggi descriverò il Matangi Mudra o gesto della Dea Matangi

Questo Mudra simboleggia il rapporto con la Dea Madre.

Come si pratica

Unire le mani all’altezza dello stomaco, i palmi delle mani sono uno verso l’altro con le dita rivolte verso l’alto. Le dita della mano destra vengono intrecciate con quelle della sinistra, ad eccezione dei medi che restano dritti ed uniti.

I benefici del Mudra

Questo mudra rafforza l’apparato respiratorio in particolare nel plesso solare e equilibra le energie in questa zona. Stimola l’elemento legno, che è attribuito ad un nuovo inizio e all’elemento terra, ottimo da praticare in Autunno, che conferisce profondità alla vita. Il Mudra di Matangi coinvolge positivamente le attività di cuore, stomaco, fegato, duodeno, colecisti, milza, pancreas e reni.

Calma tachicardia, spasmi, ansia, migliora la digestione, rilassa il corpo e la mente e le tensioni del viso. Rilassa le tensioni interne legate alla digestione. Questo mudra rilassa anche i dolori diffusi nel corpo e le tensioni del viso.

Quando si pratica il Mudra

Praticare al bisogno, per tre o quattro volte al giorno per quattro minuti. Oppure durante la giornata quando si ha il desiderio di starsene un pò in silenzio con sé stessi e rilassarsi.

Articolo scritto da Daniela Di Leo Naturopata e Teacher Yoga

Jala Neti Pratica Yogica – Lavaggio del Naso con la Lota Neti

Jala Neti Pratica Yogica – Lavaggio del Naso con la Lota Neti

E’un’efficiente tecnica yogica per eliminare impurità e tossine, liberando e ripulendo interamente le vie respiratorie.

Come si pratica il Jala Neti?

Occorrente: acqua potabile tiepida, sale integrale, ed una Lota Neti, (un recipiente simile a una teiera) può essere di plastica o di ceramica. Si riempie la Lota con acqua tiepida e salata, si introduce quindi il beccuccio nella narice destra, piegando la testa lateralmente sul lato sinistro, si respira con la bocca durante la procedura.

Ripetere la stessa operazione sul lato destro. L’acqua scorre all’interno della narice e fuoriesce dall’altra per forza di gravità.

Il lavaggio nasale deve essere praticato tutte le mattine appena alzati, prima di ogni altra pratica.

A cosa serve?

Irrobustisce le vie respiratorie superiori, rendendole immuni alle infiammazioni.

 

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