Quinoa bianca con ortaggi

Quinoa bianca con ortaggi

Come sappiamo la quinoa è ricca di proteine, sali minerali e vitamine, in questa ricetta assieme alla quinoa abbiamo abbinato carote, porro e finocchio.

Quinoa cotta con foglioline di menta piperita

La Quinoa contiene grandi quantità di flavonoidi (in particolar modo Quercetina e Kaempferol), che, è stato dimostrato, hanno particolari effetti anti-infiammatori, anti-virali, anti-depressivi ed anti-cancro. Con un alto contenuto di fibre, con la capacità di ridurre i livelli di zucchero nel sangue, abbassa il colesterolo, ricca di  flavonoidi, antiossidanti che agiscono positivamente sul sistema cardiovascolare.

Caratteristiche e proprietà degli Ortaggi: Carota, Finocchio, Porro

                                                   

Le Carote sono ricche di caroteni, sostanze che l’organismo utilizza per la produzione di vitamina A, importante per la funzione visiva, sia cotte che crude. La cottura non pregiudica l’utilità dei caroteni, in quanto resistenti al calore.

La maggior parte del carotene si trova nella fibra, cuocendole con una breve cottura si libera il betacarotene dalle cellule fibrose. Le carote inoltre sono molto indicate nell’alimentazione dei bambini perché contribuiscono all’assorbimento dei liquidi a livello intestinale.

Il Finocchio crudo viene molto usato a fine pasto per favorirne la digestione e la formazione di gas intestinali, in particolar modo i suoi semi.

E’ Ricco di minerali per lo più potassio, fosforo, calcio, e vitamine A,B,C, flavonoidi, è noto anche per le sue qualità depurative epatiche e del sangue.

Il Porro è una pianta erbacea di cui si consumano comunemente le porzioni basali delle foglie.
Esistono due varietà, una a maturazione estiva, più piccola e tenera, l’altra a maturazione invernale, meno tenera e dal sapore più intenso, è un alimento poco calorico, dato che 100 g di prodotto apportano soltanto 29 calorie.

Assai ricco di potassio, magnesio, selenio, fosforo, rame, ferro, sodio, calcio e manganese, e vitamine A, B1, B2, B3, B5,
B6, C, E, K e J, (La Colina, o Vitamina J, è un’ammina, nonché un coenzima essenziale alla costituzione delle membrane cellulari e dei neurotrasmettitori colinici (acetilcolina).
Ricco di aminoacidi e acido folico. Ricco inoltre di antiossidanti, in particolare, betacarotene, luteina,
zeaxantina. Ricco di antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cellulare.

Sostiene il processo digestivo, grazie alla presenza di oli essenziali che stimolano la secrezione di succhi gastrici, un’azione antisettica sull’apparato digerente, che li rendono utili anche in caso di infiammazioni intestinali, riducono i gas intestinali, utili in caso di gonfiore addominale e areofagia. Favorisce il transito intestinale perche ricco di acqua e fibre.

Contiene l’allicina, con proprietà antibiotiche, antinfiammatorio particolarmente utile in caso di reumatismi, artrite e
gotta, abbassa i livelli di colesterolo LDL, ricco di vitamina C, quindi utile per i raffreddamenti o gli stati
influenzali, e sistema immunitario.
Un ortaggio con proprietà disintossicanti e diuretiche, perché ricco di potassio e carente di sodio, che nelle giuste proporzioni promuove la secrezione dei liquidi in eccesso nel corpo eliminando allo stesso tempo le tossine attraverso i reni.

Ricetta e Ingredienti

80 gr di Quinoa bianca  secca
1 finocchio
3 carote
1 pezzetto di porro
sale himalayano
Ghee
buccia di limone
semi di zucca

Spezie ed erbe officinali:

Alcune foglioline di menta piperita
una grattuggiata di zenzero
semi di senape
semi di fieno greco
semi di girasole

Procedimento:

Quinoa bianca bollita col coperchio per 15 minuti, in acqua e foglie di menta piperita, dopo averla lavata scolata e
tostata in padella. Rapporto 1:2
Trascorso il quarto d’ora di bollitura, spegnere e far raffreddare.

Nel frattempo, lavare e mondare le carote, il finocchio, il porro.
In una padella versare un chucchiaio di ghee, scaldare e versare le spezie e in seguito gli ortaggi, salare aggiungere
qualche cucchiaio d’acqua e far cuocere, per 20 minuti circa.

Omogeneizzare gli ortaggi, unirli alla quinoa, cospargere con la buccia del limone e i semi di girasole.

Con lo stesso composto si possono condire pasta e riso.

Chana dal e quinoa

Chana dal e quinoa

Il chana dal sono piselli gialli spezzati decorticati della cultura alimentare indiana.
Un’alimentazione vegana, ne trae un grande vantaggio perché è un piatto proteico vegetale, pratica alternativa ai conosciuti legumi nostrani.

Procedimento:

Si mettono in ammollo come tutti gli alti legumi, si possono cuocere in pentola semplice o in pentola a pressione. in una pentola versare un cucchiaino di ghee, quando si è sciolto, aggiungere una presa di semi di mostarda, dopo alcuni minuti aggiungere, semi di cumino e semi di anice, aspettare qualche minuti e aggiungere il chana dal con acqua tiepida 1:2 e un pizzico di sale, aggiungere alcune foglie di alloro per renderli più digeribili ed eliminare la produzione di gas.

chana dal               Quinoa rossa

La quinoa va sciacquata più volte sotto l’acqua corrente, tostata in pentola, e cuocere con aggiunta di acqua calda rapporto 1:2. cuocere per 20 minuti col coperchio, spegnere e far assorbire completamente l’acqua. Far raffreddare.

Creare una purea con il chana dal e mantecare con la quinoa

Articolo Daniela Di Leo Insegnante di Yoga e Naturopata

Dolce Ayurvedico Multicereali

Dolce Ayurvedico Multicereali

Ingredienti per il ripieno:

6 Mele gialle medie
3 Pere medie
Buccia di 1 Arancia
Uva sultanina QB
Spezie macinate (Cardamomo, Chiodi di Garofano, Cannella, Zenzero, Pepe nero, Anice Stellato) 1 pizzico di ognuna a piacere

Procedimento:

Sbucciare le mele e le pere dopo averle lavate, tagliarle in piccoli pezzi, versarle in pentola e farle cuocere finché non si appassiscono, aggiungere l’uva sultanina e le spezie. Far raffreddare il composto prima di versarlo nell’impasto.

Ingredienti per il composto:

3 Uova
450 Gr di Farine Miste tra cui (farina di: Riso, Integrale, Grano Saraceno, Canapa, Castagne, Cocco)
150 Dr di Dao e 30 Gr di Zucchero integrale
50 Gr di Ghee
1 pizzico di Sale Himalayano
Bevanda d’Avena QB per rendere l’impasto fluido
Succo di 1 Arancia
Buccia di 1 Limone
1 Bustina di Lievito per dolci
Granola di Mandorle la quantità è a piacere
1 Tavoletta da 100 gr di cioccolato fondente macinato grossolanamente
Pinoli 1 manciata

Procedimento:
Frullare le uova con il Dao, il Dao dolce è un dolcificante composto essenzialmente da carboidrati complessi (solo riso integrale) e lo zucchero integrale, aggiungere il Ghee ammorbidito, la scorsa del limone, le mandorle e la bevanda d’Avena, dopo aver amalgamato tutti gli ingredienti aggiungere poco per volta le farine, di seguito la frutta cotta, infine nel succo dell’arancia versare il lievito e aggiungere all’impasto.
Imburrare una teglia da forno, infarinare e versare una parte dell’impasto nella tegame, cospargere con il cioccolato a scaglie versando il rimanente impasto e aggiungere in superficie i pinoli.
Infornare la torta nel forno preriscaldato, per circa 1 ora.

Ayurveda e Autunno

Ayurveda e Autunno

La stagione autunnale è indubbiamente un passaggio stagionale davvero delicatissimo, sia a livello fisico che a livelli emozionale. I malesseri cronici tornano a farsi sentire, aumenta la stanchezza e talvolta il malumore o la tristezza. Ogni stagione è classificata in base alla prevalenza dei dosha. La stagione autunnale è indubbiamente un passaggio stagionale davvero delicatissimo, sia a livello fisico che a livelli emozionale. I malesseri cronici tornano a farsi sentire, aumenta la stanchezza e talvolta il malumore o la tristezza. Ogni stagione è classificata in base alla prevalenza dei dosha.

5 elementi e Dosha

I Dosha sono tre: KAPHA: primavera e prima parte dell’estate, da metà marzo a metà giugno. PITTA: estate e prima parte dell’autunno, da metà giugno a metà ottobre. VATA: ultima parte dell’autunno e inverno: da metà ottobre a metà marzo. Se invece parliamo di stagioni da un punto di vista climatico, si arriva a considerare ben sei stagioni: shishira (inverno), vasanta (primavera), grishma (estate), varsha (stagione delle piogge), sarat (autunno), hemantha (periodo freddo prima dell’inverno).Quello che noi chiamiamo “autunno” comprende dunque la stagione di sarat e quella di hemantha ed è dominato in parte dal dosha pitta e in parte da vata.

In realtà, le separazioni tra un periodo e l’altro non sono da intendersi in modo assoluto, ma come periodi intorno alle date che segnano i cambi di stagione, tenendo presente comunque gli slittamenti determinanti dal clima specifico dell’area presa in considerazione. In ogni caso, sono le problematiche legate a questi due dosha – pitta e vata – che potrebbero emergere e che vanno tenute sotto controllo.

Alimentazione Ayurveda

All’inizio dell’autunno, per esempio, potremmo constatare un aggravamento delle patologie pitta: gastriti, pruriti, difficoltà digestive; l’avanzare dell’inverno vedrà probabilmente l’aumento delle problematiche legate a vata, come ad esempio la rigidità articolare o la secchezza. Molto diffusa e tipica di vata è la malinconia o la depressione che colpisce molti individui proprio in questo periodo dell’anno. L’alimentazione nell’ayurveda è la prima medicina è il cibo che quotidianamente ingeriamo dunque è considerato un fondamento importante. Nella stagione fredda si lasceranno da parte i cibi crudi per favorire altresì pietanze calde e cotte al vapore o in umido.Si preferiranno le minestre le tisane e infusi nel corso della giornata. Sono da preferire i cibi dolci, salati e acidi a discapito di quelli astringenti, amari e piccanti. Incrementare l’attività fisica. Se si pratica yoga, è consigliabile aumentare le sedute settimanali oppure provare quelle tipologie di yoga più dinamico.

Nella pratica quotidiana non si dimenticherà di eseguire il saluto al sole e di dare spazio alle posizioni in piedi, posizioni di equilibrio (posizione l’albero, per esempio) o di stabilità (come virabhadrasana I e II nelle immagini che seguono).

È inoltre importante non trascurare il pranayama (la respirazione) per rinforzare i polmoni in vista dell’inverno così come praticare con regolarità la purificazione dei condotti nasali, una sanissima abitudine che si eviterà molti fastidiosi raffreddori, come il lavaggi con la lotta. Infine, non vanno poi trascurati gli ambienti nei quali si vive e si lavora che dovrebbero essere mantenuti caldi e non eccessivamente secchi. Copriamoci con abiti caldi tenendo in particolare considerazione il capo.

Il massaggio Ayurveda dona benessere,
aiuta Psiche e Soma e ringiovanisce i tessuti e gli organi

Consigliati i massaggi Antivata con olio appropriato per ridurre i molteplici disturbi del dosha Vata e stagionali, quali dolori diffusi nel corpo, nevralgie, disbiosi, allergie, stress, secchezza cutanea, vertigini, mal di testa, rigidità ossea e articolare.

Purificazione in Primavera con l’Ayurveda

Purificazione in Primavera con l’Ayurveda

Prima di iniziare qualsiasi pratica per il corpo, la cosa primaria da fare è eliminare le scorie.

Un buon reimpianto eubiotico, acqua e dieta alimentare, sono le cose essenziali per avviare un processo di Purificazione.

La Meditazione, il Pranayama e lo Yoga inoltre aiutano tutti i processi di disintossicazione.

In Ayurveda per “AMA” si intendono le scorie del metabolismo.

Il processo di depurazione si svolge in 10 giorni, accompagnato anche a massaggi di Abyangam, che associati alle altre pratiche, permettono di velocizzare l’intero percorso.

Iniziare al mattino, orario (entro le 6 del mattino) consigliato svuotare la vescica e intestini, pulire la lingua e bere una tazza di acqua bollita per 10 minuti, oppure acqua calda con succo di limone e miele. Praticare 10 minuti di meditazione silenziosa e il Saluto al Sole. Fate una doccia calda e proseguite con una colazione. Prima di fare meditazione si può praticare l’automassaggio, (praticato dalla testa ai piedi)  e dopo circa 20 minuti fare la doccia. Dopodiché fate colazione.

I pasti devono essere leggeri e non abbondanti, i cibi da preferire sono: Riso Basmati, verdura a foglie, carote, rape rosse, fagiolini, fagioli all’occhio, pane tostato integrale, minestre di cereali, passati di verdure.

Il pranzo a Mezzogiorno

La cena fra le 18 e le 19

Fra un pasto e l’altro è preferibile bere dei succhi se si ha voglia di assumere qualcosa.

Durante la giornata continuare a bere acqua bollita. Aiuterà a velocizzare la depurazione, bevuta ogni mezz’ora a piccoli sorsi.

Coricarsi la sera entro le 22, dopo una rilassante Meditazione.

Articolo Pubblicato da Daniela Di Leo Naturopata ed Insegnante di Yoga

Oleolito di Lavanda

Raccogliere la lavanda, quando è in fiore, possibilmente in un posto non esposto da smog e traffico.

Collocare i fiorellini in un vaso di vetro capiente, riempire con olio di girasole.

Chiudere il barattolo con una garza pulita, esporre al sole per 40 giorni.

Trascorso il tempo, filtrare l’olio e metterlo in bottigline scure, per conservarne meglio colore e aroma.

L’oleolito di lavanda è prezioso come antisettico, rilassante del sistema nervoso, emolliente, doposole, lenitivo, ottimo per fare massaggi rilassanti.

La bottiglia che vedete nella foto è stata decorata con piantine di Mirto.

Chutney di kumkuat e carote

La Chutney è un condimento di origine asiatico, a base di frutta, verdure, ortaggi e spezie

Oggi ho raccolto i kumkuat dall’alberello che ho in giardino e ne ho fatto una chutney. Ho unito ai kumkuat le carote e alcune spezie.

Procedere con il lavaggio dei kumkuat 600 gr, asciugarli bene e togliere gli ossi all’interno, tagliare a pezzetti, metterli in pentola assieme allo zucchero 300 gr ed il succo di 1 limone. Lavare e mondare 3 carote medie, grattugiare e le disporre in pentola insieme agli altri ingredienti.

Lavare e mondare 1 mela, tagliare a pezzettini e metterla in pentola, unire 1 radice di zenzero grattugiato, 1 peperoncino, 1 stecco cannella.

Far cuocere per circa 40 minuti, a fine cottura versare nei barattoli sterilizzati, chiudere, capovolgere e far raffreddare.

Le Chutney sono varie e si degustano con formaggi, carni, o pane.

Mudra i gesti dell’Anima – Matangi Mudra

Matangi Mudra o gesto della Dea Matangi

Questo Mudra simboleggia il rapporto con la Dea Madre.

Mudra (in sanscrito: मुद्रा) significa letteralmente “sigillo”, “marchio” o “gesto”, è un gesto simbolico usato nei rituali tantrici sia di tradizione induista che buddhista. I mudra vengono eseguiti con le mani, assumono un valore simbolico, rituale ed energetico, stimolano diverse parti del corpo e migliorano l’ossigenazione cellulare e l’energia vitale.

Nello Yoga i Mudra si utilizzano per facilitare la canalizzazione ed il flusso dell’energia nelle mani e di tutto il corpo. La pratica dei Mudra permette di aumentare notevolmente la concentrazione e di portare lo sguardo all’interno. Alcune zone della mano sono infatti direttamente collegate a determinate aree del cervello, che inviano messaggi di attivazione e di sblocco del flusso di vitalità nelle aree del corpo. L’energia si libera e scorre, rimuovendo tossine ed armonizzando corpo e mente.

Come si praticano i Mudra

Nello Yoga ci si mette prevalentemente seduti nella posizione del loto o sempre a terra a gambe incrociate, e si utilizzano nella meditazione e nel respiro consapevole, per canalizzare il flusso del prana che scorre in tutto il corpo. Si utilizzano inoltre nella pratica Yoga durante le asana.

Oggi descriverò il Matangi Mudra o gesto della Dea Matangi

Questo Mudra simboleggia il rapporto con la Dea Madre.

Come si pratica

Unire le mani all’altezza dello stomaco, i palmi delle mani sono uno verso l’altro con le dita rivolte verso l’alto. Le dita della mano destra vengono intrecciate con quelle della sinistra, ad eccezione dei medi che restano dritti ed uniti.

I benefici del Mudra

Questo mudra rafforza l’apparato respiratorio in particolare nel plesso solare e equilibra le energie in questa zona. Stimola l’elemento legno, che è attribuito ad un nuovo inizio e all’elemento terra, ottimo da praticare in Autunno, che conferisce profondità alla vita. Il Mudra di Matangi coinvolge positivamente le attività di cuore, stomaco, fegato, duodeno, colecisti, milza, pancreas e reni.

Calma tachicardia, spasmi, ansia, migliora la digestione, rilassa il corpo e la mente e le tensioni del viso. Rilassa le tensioni interne legate alla digestione. Questo mudra rilassa anche i dolori diffusi nel corpo e le tensioni del viso.

Quando si pratica il Mudra

Praticare al bisogno, per tre o quattro volte al giorno per quattro minuti. Oppure durante la giornata quando si ha il desiderio di starsene un pò in silenzio con sé stessi e rilassarsi.

Articolo scritto da Daniela Di Leo Naturopata e Teacher Yoga

Jala Neti Pratica Yogica – Lavaggio del Naso con la Lota Neti

Jala Neti Pratica Yogica – Lavaggio del Naso con la Lota Neti

E’un’efficiente tecnica yogica per eliminare impurità e tossine, liberando e ripulendo interamente le vie respiratorie.

Come si pratica il Jala Neti?

Occorrente: acqua potabile tiepida, sale integrale, ed una Lota Neti, (un recipiente simile a una teiera) può essere di plastica o di ceramica. Si riempie la Lota con acqua tiepida e salata, si introduce quindi il beccuccio nella narice destra, piegando la testa lateralmente sul lato sinistro, si respira con la bocca durante la procedura.

Ripetere la stessa operazione sul lato destro. L’acqua scorre all’interno della narice e fuoriesce dall’altra per forza di gravità.

Il lavaggio nasale deve essere praticato tutte le mattine appena alzati, prima di ogni altra pratica.

A cosa serve?

Irrobustisce le vie respiratorie superiori, rendendole immuni alle infiammazioni.

 

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Cardamomo

Cardamomo

Giro volentieri dal dottor Turinese

Cardamomo, semi speziati e antiinfiammatori

Amomum Elettaria è una specie di pianta tropicale della famiglia delle Zingiberaceae, oltre ad essere il nome scientifico del cardamomo. Questa spezia era conosciuta in Europa fin dai tempi dei Greci e dei Romani, che lo utilizzavano per produrre profumi, ed è attualmente nota come la terza spezia più cara al mondo dopo zafferano e vaniglia.
La droga della pianta sono i semi, che tuttavia sono molto delicati. Infatti, una volta esposti all’aria perdono rapidamente il loro sapore: da qui la consuetudine di vendere i baccelli di cardamomo e non i semi isolati.
Pianta tipica dei paesi orientali, in Iran e India, il cardamomo verde è largamente utilizzato per la cura di infezioni ai denti e alle gengive, e per prevenire e curare malattie della gola, oltre che disordini digestivi e affezioni alle vie respiratorie.
Un uso tradizionale, che viene ripreso anche alle nostre latitudini è contro l’alitosi. Tale utilizzo è proprio dell’India, dove i semi neri del cardamomo sono spesso mischiati a foglie di betel e frutti di areca per formare un bolo che rinfresca l’alito e favorisce la digestione. Ma le proprietà del cardamomo vanno oltre questo utilizzo. Studi apparsi negli ultimi 2 anni ne ipotizzano un effetto ipolipidemizzante antiinfiammatorio e antiossidante, con miglioramenti anche sui parametri glicemici. A sostegno delle proprietà antiinfiammatorie ed antiossidante, alcuni studiosi hanno voluto somministrare 3g di cardamomo verde a pazienti in situazioni di pre-diabete. Dopo 8 settimane di trattamento si sono registrati una riduzione significativa di proteina C-reattiva, IL6 e di malonildialdiede.
Di più, uno studio indiano ha valutato l’efficacia del cardamomo per la riduzione della pressione sanguinea. Somministrando sempre 3g al giorno di cardamomo in pazienti al primo grado di ipertensione si è osservato una riduzione significativa sia della pressione sistolica, che diastolica con, in aggiunta un evidente aumento dell’attività fibrinolitica. Tuttavia, l’effetto ipolipidemizzante non è stato verificato.
In vivo è stato studiato anche l’effetto ansiolitico del cardamomo. Somministrando un estratto metanolico dei semi a ratti affetti da disturbo post-traumatico, si è osservata una riduzione dei comportamenti ansiosi.
Sono tutti dati preliminari, in quanto l’interesse per questa pianta si sta accedendo solo negli ultimissimi anni. Dati che tuttavia ci suggeriscono di tenere accesa l’attenzione su questa spezia, che forse potrà riservarci delle gradite sorprese e conferme in futuro.

Luca Guizzon

Farmacista Territoriale esperto in Fitoterapia, Farmacia Campedello

Fonti
BMC Complement Altern Med. 2018 Jan 17;18(1):18. doi: 10.1186/s12906-017-2068-6.
J Sci Food Agric. 2017 Dec;97(15):5296-5301. doi: 10.1002/jsfa.8414. Epub 2017 Jul 17.
Indian J Biochem Biophys. 2009 Dec;46(6):503-6.
Biomed Pharmacother. 2017 Mar;87:489-495. doi: 10.1016/j.biopha.2016.12.116. Epub 2017 Jan 7.