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Meditazione sullo Yantra: del 1 Chakra MULADHARA

Meditare sullo Yantra: del 1 Chakra

Sintonizzarsi sul Chakra Radice – MULADHARA

Meditare sull’immagine del chakra della radice, o yantra, mentre si recita il mantra LAM, stabilizza corpo e mente collegando l’emisfero cerebrale visuale (destro) a quello verbale (sinistro).

Meditare sullo Yantra:

1. Trovate un posto tranquillo per la vostra meditazione. Accendete incenso e candele. Collocate su un tavolo un panno pulito bianco, stabilite il vostro Sankalpa (l’intenzione nella Meditazione) e disegnatevi e colorate lo  Yantra, o se volete lo fotografate e/o stampate. Quindi appoggiateci sopra lo Yantra, in modo tale che si trovi appena al di sotto del livello del vostro sguardo quando sarete seduti.
2. Ora sedetevi in posizione comoda in sukhasana o posizione piacevole, se possibile a gambe incrociate e con la schiena eretta, praticare il respiro profondo per 5/10 Minuti, e lasciate che il respiro si stabilizzi.
3. Con gli occhi semichiusi, fissate i quattro petali dello yantra. Partite da quello in alto a destra e scendete lentamente procedendo in senso orario.
4. Dopo diverse rotazioni, puntate lo sguardo sul quadrato giallo, il simbolo dell’energia terrestre. Muovete gli occhi in senso orario da un angolo all’altro; i quattro angoli del quadrato corrispondono ai quattro angoli della terra e ai quattro punti cardinali.
5. Focalizzate l’elefante nero, simbolo di forza, radicamento e dei vostri bisogni fondamentali di sopravvivenza. L’elefante è associato a Ganesha, la divinità induista in grado di rimuovere gli ostacoli e custode del primo chakra.
6. Portate la concentrazione al carattere sanscrito LAM, mantra dell’elemento terra. Ripetetelo mentalmente finché concentrate lo sguardo sulla sua forma.
7. Fissate il triangolo con il vertice rivolto verso il basso al centro del quadrato. Simboleggia la natura discendente dell’energia muladhara. I suoi angoli raffigurano il punto di partenza dei canali energetici delle tre nadi principali.
8. Alla fine, indirizzate lo sguardo sul serpente attorcigliato che rappresenta l’infinito potenziale energetico che riposa addormentato in questo chakra.

Dopo aver meditato per almeno venti minuti, aprite gli occhi. Ripetere la meditazione ogni giorno.

Quando avete acquisito un’adeguata confidenza con lo yantra da riuscire a visualizzarlo senza guardarlo, sedetevi in posizione di meditazione con la schiena dritta, chiudete gli occhi e portate l’attenzione alla base della spina dorsale. Visualizzate lo yantra come uno schema energetico collocato in questo punto. Percepite i suoi raggi che si spargono verso l’esterno e percepite mentalmente il mantra LAM.

Rimanete seduti in meditazione per almeno mezz’ora.

Ayurveda e Autunno

Ayurveda e Autunno

La stagione autunnale è indubbiamente un passaggio stagionale davvero delicatissimo, sia a livello fisico che a livelli emozionale. I malesseri cronici tornano a farsi sentire, aumenta la stanchezza e talvolta il malumore o la tristezza. Ogni stagione è classificata in base alla prevalenza dei dosha. La stagione autunnale è indubbiamente un passaggio stagionale davvero delicatissimo, sia a livello fisico che a livelli emozionale. I malesseri cronici tornano a farsi sentire, aumenta la stanchezza e talvolta il malumore o la tristezza. Ogni stagione è classificata in base alla prevalenza dei dosha.

5 elementi e Dosha

I Dosha sono tre: KAPHA: primavera e prima parte dell’estate, da metà marzo a metà giugno. PITTA: estate e prima parte dell’autunno, da metà giugno a metà ottobre. VATA: ultima parte dell’autunno e inverno: da metà ottobre a metà marzo. Se invece parliamo di stagioni da un punto di vista climatico, si arriva a considerare ben sei stagioni: shishira (inverno), vasanta (primavera), grishma (estate), varsha (stagione delle piogge), sarat (autunno), hemantha (periodo freddo prima dell’inverno).Quello che noi chiamiamo “autunno” comprende dunque la stagione di sarat e quella di hemantha ed è dominato in parte dal dosha pitta e in parte da vata.

In realtà, le separazioni tra un periodo e l’altro non sono da intendersi in modo assoluto, ma come periodi intorno alle date che segnano i cambi di stagione, tenendo presente comunque gli slittamenti determinanti dal clima specifico dell’area presa in considerazione. In ogni caso, sono le problematiche legate a questi due dosha – pitta e vata – che potrebbero emergere e che vanno tenute sotto controllo.

Alimentazione Ayurveda

All’inizio dell’autunno, per esempio, potremmo constatare un aggravamento delle patologie pitta: gastriti, pruriti, difficoltà digestive; l’avanzare dell’inverno vedrà probabilmente l’aumento delle problematiche legate a vata, come ad esempio la rigidità articolare o la secchezza. Molto diffusa e tipica di vata è la malinconia o la depressione che colpisce molti individui proprio in questo periodo dell’anno. L’alimentazione nell’ayurveda è la prima medicina è il cibo che quotidianamente ingeriamo dunque è considerato un fondamento importante. Nella stagione fredda si lasceranno da parte i cibi crudi per favorire altresì pietanze calde e cotte al vapore o in umido.Si preferiranno le minestre le tisane e infusi nel corso della giornata. Sono da preferire i cibi dolci, salati e acidi a discapito di quelli astringenti, amari e piccanti. Incrementare l’attività fisica. Se si pratica yoga, è consigliabile aumentare le sedute settimanali oppure provare quelle tipologie di yoga più dinamico.

Nella pratica quotidiana non si dimenticherà di eseguire il saluto al sole e di dare spazio alle posizioni in piedi, posizioni di equilibrio (posizione l’albero, per esempio) o di stabilità (come virabhadrasana I e II nelle immagini che seguono).

È inoltre importante non trascurare il pranayama (la respirazione) per rinforzare i polmoni in vista dell’inverno così come praticare con regolarità la purificazione dei condotti nasali, una sanissima abitudine che si eviterà molti fastidiosi raffreddori, come il lavaggi con la lotta. Infine, non vanno poi trascurati gli ambienti nei quali si vive e si lavora che dovrebbero essere mantenuti caldi e non eccessivamente secchi. Copriamoci con abiti caldi tenendo in particolare considerazione il capo.

Il massaggio Ayurveda dona benessere,
aiuta Psiche e Soma e ringiovanisce i tessuti e gli organi

Consigliati i massaggi Antivata con olio appropriato per ridurre i molteplici disturbi del dosha Vata e stagionali, quali dolori diffusi nel corpo, nevralgie, disbiosi, allergie, stress, secchezza cutanea, vertigini, mal di testa, rigidità ossea e articolare.

Purificazione in Primavera con l’Ayurveda

Purificazione in Primavera con l’Ayurveda

Prima di iniziare qualsiasi pratica per il corpo, la cosa primaria da fare è eliminare le scorie.

Un buon reimpianto eubiotico, acqua e dieta alimentare, sono le cose essenziali per avviare un processo di Purificazione.

La Meditazione, il Pranayama e lo Yoga inoltre aiutano tutti i processi di disintossicazione.

In Ayurveda per “AMA” si intendono le scorie del metabolismo.

Il processo di depurazione si svolge in 10 giorni, accompagnato anche a massaggi di Abyangam, che associati alle altre pratiche, permettono di velocizzare l’intero percorso.

Iniziare al mattino, orario (entro le 6 del mattino) consigliato svuotare la vescica e intestini, pulire la lingua e bere una tazza di acqua bollita per 10 minuti, oppure acqua calda con succo di limone e miele. Praticare 10 minuti di meditazione silenziosa e il Saluto al Sole. Fate una doccia calda e proseguite con una colazione. Prima di fare meditazione si può praticare l’automassaggio, (praticato dalla testa ai piedi)  e dopo circa 20 minuti fare la doccia. Dopodiché fate colazione.

I pasti devono essere leggeri e non abbondanti, i cibi da preferire sono: Riso Basmati, verdura a foglie, carote, rape rosse, fagiolini, fagioli all’occhio, pane tostato integrale, minestre di cereali, passati di verdure.

Il pranzo a Mezzogiorno

La cena fra le 18 e le 19

Fra un pasto e l’altro è preferibile bere dei succhi se si ha voglia di assumere qualcosa.

Durante la giornata continuare a bere acqua bollita. Aiuterà a velocizzare la depurazione, bevuta ogni mezz’ora a piccoli sorsi.

Coricarsi la sera entro le 22, dopo una rilassante Meditazione.

Articolo Pubblicato da Daniela Di Leo Naturopata ed Insegnante di Yoga

Oleolito di Lavanda

Raccogliere la lavanda, quando è in fiore, possibilmente in un posto non esposto da smog e traffico.

Collocare i fiorellini in un vaso di vetro capiente, riempire con olio di girasole.

Chiudere il barattolo con una garza pulita, esporre al sole per 40 giorni.

Trascorso il tempo, filtrare l’olio e metterlo in bottigline scure, per conservarne meglio colore e aroma.

L’oleolito di lavanda è prezioso come antisettico, rilassante del sistema nervoso, emolliente, doposole, lenitivo, ottimo per fare massaggi rilassanti.

La bottiglia che vedete nella foto è stata decorata con piantine di Mirto.

Chutney di kumkuat e carote

La Chutney è un condimento di origine asiatico, a base di frutta, verdure, ortaggi e spezie

Oggi ho raccolto i kumkuat dall’alberello che ho in giardino e ne ho fatto una chutney. Ho unito ai kumkuat le carote e alcune spezie.

Procedere con il lavaggio dei kumkuat 600 gr, asciugarli bene e togliere gli ossi all’interno, tagliare a pezzetti, metterli in pentola assieme allo zucchero 300 gr ed il succo di 1 limone. Lavare e mondare 3 carote medie, grattugiare e le disporre in pentola insieme agli altri ingredienti.

Lavare e mondare 1 mela, tagliare a pezzettini e metterla in pentola, unire 1 radice di zenzero grattugiato, 1 peperoncino, 1 stecco cannella.

Far cuocere per circa 40 minuti, a fine cottura versare nei barattoli sterilizzati, chiudere, capovolgere e far raffreddare.

Le Chutney sono varie e si degustano con formaggi, carni, o pane.

Jala Neti Pratica Yogica – Lavaggio del Naso con la Lota Neti

Jala Neti Pratica Yogica – Lavaggio del Naso con la Lota Neti

E’un’efficiente tecnica yogica per eliminare impurità e tossine, liberando e ripulendo interamente le vie respiratorie.

Come si pratica il Jala Neti?

Occorrente: acqua potabile tiepida, sale integrale, ed una Lota Neti, (un recipiente simile a una teiera) può essere di plastica o di ceramica. Si riempie la Lota con acqua tiepida e salata, si introduce quindi il beccuccio nella narice destra, piegando la testa lateralmente sul lato sinistro, si respira con la bocca durante la procedura.

Ripetere la stessa operazione sul lato destro. L’acqua scorre all’interno della narice e fuoriesce dall’altra per forza di gravità.

Il lavaggio nasale deve essere praticato tutte le mattine appena alzati, prima di ogni altra pratica.

A cosa serve?

Irrobustisce le vie respiratorie superiori, rendendole immuni alle infiammazioni.

 

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