Per contatti 333 6447527

Gli otto principi dello Hatha Yoga e il Prana

Gli otto principi dello Hatha Yoga

Gli otto principi sono Yama, Nyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi. E’ importante nello yoga passare dalla fase delle asana al pranayama, il Sadhaka deve sperimentare l’aspetto fisico della posa prima di arrivare al Pranayama e sentirlo per intero nel corpo e nella mente.

 

Gli 8 principi raffigurati in un Albero

Yama Principi Universali Radici
Nyama Discipline Individuali Tronco
Asana I rami che vanno in varie direzioni Rami
Pranayama Provvede ad areare il corpo con l’energia Foglie che forniscono aria all’intero Albero
Pratyahara Impedisce che le energie dei sensi fluiscono verso l’esterno Corteccia che protegge dalla putrescenza
Dharana Mantiene saldi la Mente e l’Intelletto Linfa
Dhyana Matura nel frutto del Samadhi Fiore
Samadhi La vera realizzazione del proprio Io Frutto

 

Nel corso di un’inalazione normale, l’essere umano assorbe circa cinquecento centimetro cubici d’aria, mentre durante una profonda inalazione l’assorbimento dell’aria è di circa sei volte maggiore. Questo permette attraverso la pratica assidua delle tecniche una maggiore ventilazione polmonare. Una respirazione profonda consente di rallentare il processo d’invecchiamento donando vigore. Nel Pranayama si respira sempre col naso. In una giornata intera si respira circa 16 volte al minuto.

Praticare il Pranayama tutti i giorni almeno per quindici minuti, all’alba o al tramonto, i testi di yoga consigliano di praticarlo per quattro volte al giorno di prima mattina, a mezzogiorno, la sera e a mezzanotte, si raccomanda una posizione comoda seduta in un posto fresco e confortevole.

Prana

Prana inteso come respiro, la parola deriva dal sanscrito e significa vita. Secondo la filosofia induista il prana si acquisisce dalla respirazione, ma non rappresenta solo il respiro ma la vita stessa, l’energia universale a tutti i livelli, fisica dell’uomo, mentale, spirituale, intellettuale, sessuale, e cosmica, atmosferica come la luce, il calore, la gravità, il magnetismo e l’elettricità. Un’energia vitale e spirituale insita in tutti gli esseri.

Il prana scorre nei campi energetici, il mare, i fulmini, le radiazioni cosmiche e della terra, sono carichi di ioni negativi, attirati verso il basso, veloci e di piccole dimensioni. Mentre le tossine come smog, polvere e fumo sono carichi di ioni positivi attratti verso l’alto, lenti e grandi. In una situazione di benessere dovrebbero esserci 3 ioni negativi e 1 ione positivo.

Il prana viene assorbito dal naso, dalla lingua, dalla pelle, dai piedi tramite il contatto con la terra, assorbendo il calore e la luce del sole, nutrendoci con cibi biologici, vestendo con abiti naturali, stando a contatto col mare, grandi quantità di acqua in movimento in evaporazione. Il respiro deve essere costante, profondo, consapevole e diretto verso l’alto. Il prana viene immesso nel corpo attivando il sistema olfattivo, tramite l’ispirazione dell’aria, (il nervo olfattivo appartiene ai 10 nervi cranici ed è il più attivo), il sistema oculare assorbendo e osservando la luce, il sistema gustativo mangiando.

Articolo di Daniela Di Leo

Naturopata ed Insegnante di Hatha Yoga Vinyasa e Yoga Prenatale

Prana Vayu i 5 Soffi Vitali

Prana Vayu i 5 Soffi Vitali

Il prana ci serve per vivere ed è considerato prana non solo il respiro ma anche il cibo. Gli antichi saggi indiani ritenevano che tutte le funzioni del corpo sono compiute da cinque tipi di energia vitale, chiamate Prana-Vayu. Prana, Apana, Samana, Udana, Vyana. Prana penetra all’interno del torace e controlla la respirazione. Apana si muove all’interno del basso addome e controlla l’eliminazione delle urine, feci e seme. Samana è all’interno dello stomaco e ne aumenta il fuoco gastrico (agni) facilitandone la sua buona funzione digestiva (jataragni), mantenendo altresì il buon funzionamento degli organi addominali. Udana svolge le sue funzioni nella faringe e nella laringe, controllando le corde vocali e l’assimilazione dell’aria e del cibo. Vyana è presente in tutto il corpo, distribuisce l’energia che deriva dal cibo e dalla respirazione attraverso vene, arterie e nervi.

Articolo di Daniela Di Leo

Naturopata ed Insegnante di Hatha Yoga Vinyasa e Yoga Prenatale

 

Composta di mele

Composta di mele

Salve, questa composta che ho cucinato la si può mangiare col pane, gallette, fette biscottate, come ripieno di una crostata, col mousli, con I formaggi stagionati, oppure cosi naturale al cucchiaio.

Proseguo col procedimento.

Lavato e mondato le mele, tagliate in piccoli pezzi e messe in pentola con mezzo bicchiere di acqua. Dopo 10 minuti ho aggiunta un goccio di aceto di mele, cannella in stecchi, alcuni chiodi di garofano, zenzero fresco e anice stellato.

Il tutto ha continuato a.cuocersi per altri 10 minuti. Dopodiche’ ho reso le mele in purea col mixer, aggiunto mezzo limone ed un cucchiaio di malto di riso e continuato la cottura per altri 10/15 minuti.

Ho fatto raffreddare la purea di mele e l’ho travasata in un barattolo di vetro, infine mangiata al cucchiaio, come dolcetto.

lo Yoga ed i benefici contro lo stress

Lo Yoga favorisce il rilassamento della mente, calmando le preoccupazioni e lo stress della vita.

Molte ricerche hanno dimostrato che le persone che soffrivano di depressione hanno sperimentato una riduzione del problema, dell’ansia e dello stress, dopo aver praticato sedute settimanali di Yoga.

Nelle sessioni di Yoga sono inclusi esercizi di respirazione (Pranayama), pose (Asana) e rilassamento (Training Autogeno).

Lo Yoga è sostanziale anche per contrastare l’ansia.

Quando si pratica lo Yoga, cambia il pensiero mentale, si iniziano a vedere le cose con un’altra prospettiva, inoltre cambia l’atteggiamento, ci si comporta con un approccio diverso nella vita quotidiana.

La pratica delle asana ed il respiro consapevole, lavorano sul sistema nervoso e sui chakra, modificandone lo stato vitale e migliorandone l’umore.

Testo Tratto da Daniela Di Leo naturopata e Yogini presso Studio Govinda

Pranayama

Il Pranayama è il quarto stadio dello Yoga Sutra di Patanjali, che lo descrive come l’afflusso e l’efflusso controllati dal respiro in una posizione stabile. Questa disciplina, se praticata con assiduità e consapevolezza, aiuta la mente a concentrarsi, consentendo inoltre di ottenere buona salute e longevità.

Nella pratica, il Sadhaka impara le tecniche per far sì che gli organi respiratori si espandono, si muovono profondamente e ritmicamente, attraverso l’inalazione (Puraka), l’esalazione (Rechaka) e la ritenzione del respiro (Kumbhaka).

Il fine è quello di far entrare più aria per ossigenare e detossificare meglio il corpo.

Le varie tecniche permettono di attivare, rilassare, equilibrare.

Oltre ad essere una Naturopata sono un insegnante di Yoga e nei vari incontri che ho avuto con persone aventi attacchi di panico, ansia, ansia anticipatoria, paura, blocchi, insonnia, agitazione ho applicato il respiro consapevole. Il Pranayama lo considero un grandissimo aiuto in ogni occasione, un po’ come dire la pratica di urgenza da attuare al momento della difficoltà.

Un qualcosa che si porta sempre con se, praticamente come per una persona che ha una dipendenza e non esce da casa se non porta con se un ansiolitico o le sigarette.

Il respiro consapevole, permette alla persona di sentirsi più sicura con se stessa, o essere al sicuro al momento della richiesta emotiva. Posso confermare che ci si sente meglio dopo un respiro lungo e consapevole guidato nel modo appropriato.

Il Pranayama, rilassa, distende, ossigena ogni cellula del corpo, detossifica, migliora le attività e le prestazioni fisiche e cognitive.

Nell’Hatha Yoga Vinyasa percepire e lavorare sul proprio respiro è di fondamentale importanza, seguito dalle pose o Asana. Il corpo e la mente fluiscono nel respiro, in accordo orchestrale, tutto ciò porta a sentirsi connessi con il tutt’uno. Lo yoga eseguito in questo modo ci fa scoprire la nostra natura più profonda.

Articolo di Daniela Di Leo

Naturopata ed Insegnante di Hatha Yoga Vinyasa e Yoga Prenatale

Lo yoga terapeutico

La parola Yoga significa, unione.

Sta ad indicare l’unione di mente e corpo, forma e contenuto.

Le asana o pose che si eseguono durante la pratica consentono maggiore conoscenza su se stessi, durante un’asana ci si ascolta.

Nell’attuare le pose si porta la presenza al corpo, si avvertono i limiti e le difficoltà, si crea una presenza mentale, che sviluppa concentrazione ed equilibrio.

Lo Yoga se praticato quotidianamente produce stabilità, ritarda l’invecchiamento, lavora sul sistema nervoso, rilassa, fortifica, tonifica, crea armonia, scioglie e distende la colonna vertebrale, calma ansia, insonnia e crisi di panico, benefico per il sovrappeso, corregge la postura, asana e respirazione donano a chi li pratica calma e chiarezza mentale.

Adatto ad ogni età. Esistono differenti pratiche yoga, per ognuno ci sarà la pratica più idonea a se stesso. L’aiuto del maestro sarà di estrema importanza per l’allievo nel condurre l’attività, il fine ultimo sarà quello di ottenere il massimo beneficio.

 

 

Articolo di Daniela Di Leo
Naturopata ed Insegnante di Hatha Yoga Vinyasa e Yoga Prenatale

[vfb id=1]